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Filetto alla tartara




Narra la leggenda che dovendo un cavaliere tartaro intraprendere un viaggio attraverso terre deserte per consegnare un'ambasciata a un avversario del suo signore, la madre gli mise un pezzo di carne di manzo nella bisaccia acciocché non patisse la fame. 
Poiché il terreno era accidentato e la bisaccia, con il suo continuo sbattere, lo molestava egli la cacciò sotto alla sella e se la dimenticò. 
Giunto a destinazione e consegnato l'importante messaggio, fu fatto impalare dal signore del luogo che non doveva aver gradito ciò che l'ambasciata proponeva. Il suo cavallo insieme a finimenti e sella finirono nelle stalle dove uno stalliere scoprì la bisaccia con la carne di manzo e se la portò a casa la sera, ordinando alla moglie di servirgliela per cena. 
La donna si rese subito conto che quel pezzo di carne, sbatacchiato così a lungo in un ambiente umido e caldo, era pesto e maleodorante. Per coprire il fetore lo triturò con un coltello , poi vi aggiunse ciò che di più piccante e saporito le offrivano orto e dispensa e lo presentò al marito guadagnandosi calorosi complimenti, cosa che capitava si e no una volta all'anno, giacché lo stalliere aveva un caratteraccio e era solito battere la sposa per un nonnulla. 

Tempo di preparazione:  mezz’ora
Utensili e arnesi necessari:  una grande terrina, un coltello affilatissimo, la mezzaluna
Grado di difficoltà:  **
Ingredienti per sei persone: 900 grammi di filetto, 9 acciughe sott'olio, 6 tuorli d'uovo, 3 cucchiai di capperi sotto sale, tre cucchiai di prezzemolo tritato, 9 cetriolini sott'aceto, 4 cucchiai di cognac, 2 cucchiai di senape di Digione ( o senape all'agresto vedi ricetta), 1 scalogno, 2 limoni spremuti, 2 cucchiai di olio extra vergine di olive, 2 cucchiaini di Worchestershire sauce, tabasco, sale e pepe nero. Pane pugliese


Come sempre cercate un filetto che non sia troppo magro, ma che abbia delle venature di grasso. Curatelo togliendo tutta la parte di grasso esterna e tagliatelo a fettine che metterete una sull'altra, poi tagliate il pacco di fettine a strisce e quindi a cubetti. A questo punto impugnate il coltello per la parte finale del manico e cominciate a tritare la carne battendola vigorosamente, rigirandola spesso per far si che sia tritata uniformemente e in modo assai fine, quasi cremoso.
Mettete a bagno in acqua corrente i capperi per almeno un'ora, quando avranno perso tutto il sale strizzateli bene, tritateli finemente e metteteli da parte. Lavate il prezzemolo, tritatelo e mettetelo da parte, fate lo stesso con cetrioli e scalogno. Scolate perfettamente le acciughe, asciugatele dall'olio con della carta da cucina, tritatele e mettetele da parte. Sgusciate le uova, mettete da parte i tuorli e spremete i limoni.
Prendete una terrina di grandi dimensioni e deponetevi la carne, scavate un buco al centro e mettetevi le uova e tutti gli altri ingredienti con l'esclusione di olio, sale, pepe, cognac e succo di limone. Con un forchettone o, meglio, con un frustino robusto cominciate a battere il composto mescolando con decisione; filate l'olio e aggiungete succo di limone, cognac, sale e pepe poco per volta assaggiando per aggiustare il sapore secondo il vostro gusto. Cercate di far montare la vostra tartare.
Stappate una bottiglia di Paulliac (con la tartare però, caso assai raro per le carni rosse, si può benissimo pasteggiare a Champagne, cosa che accrescerà l'effetto afrodisiaco del piatto), preparate delle fette di pane, tostatele leggermente e ponetele in un canovaccio ripiegato più volte così che restino calde e servitele insieme alla tartare. Procuratevi un letto di grandi dimensioni, una persona attraente e staccate il telefono.


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