-
-
Aragosta in buca
-

|
- Stress da terzo millennio
Aragosta in buca
- Se vi trovate nella fortunata condizione di poter catturare
un aragosta con la vostra fionda Hawaiana, sentendovi, così,
vibrare all'unisono con la natura, completate l'opera e cucinate
il gustoso crostaceo come fanno gli indigeni della Polinesia.
Vedrete che il sapore ne guadagnerà e vi dimenticherete
dei ritmi assurdi che la società del ventunesimo secolo
impone a voi e ai vostri cari. L'amata prole vi guarderà
come se foste un eroe dell'antichità e negli occhi della
cara sposa, che da qualche tempo vi dimostra indifferenza e
spesso sbuffa nel vedervi apparire a casa dopo una dura giornata
di lavoro, riapparirà quella scintilla che avevate notato
il giorno del vostro primo incontro.
|
Ingredienti
Almeno un'aragosta, olio extra vergine di olive, una fionda Hawaiana,
un coltello grande e robusto, un tagliere e un piatto di portata |
|
|
- Come si fa
Appena avrete fiocinato l'aragosta, staccate l'estremità
di un'antenna e introducetela, non dalla parte della punta,
nello sfintere dell'animale. Ruotatela e agganciate con le spine
della stessa l'intestino, estraetelo e gettatelo.
Perlustrate le dune retrostanti la spiaggia raccogliendo una
bella catasta di legna (quella che si trova sulla spiaggia sarà
impregnata di sale e difficilmente brucerà bene).
Scavate una buca di dimensioni generose e accendetevi un grande
falò, continuate a alimentarlo con legna sempre più
grande. Quando questa avrà formato un consistente strato
di brace gettatevi l'aragosta così come è e lasciatela
cuocere per il tempo necessario girandola una volta sola passata
la metà cottura: 8 minuti se inferiore al chilo; 10 se
tra 1 e 2 chili; 12 minuti se ne avete presa una da 4, cosa
che non capita troppo spesso anche se questi simpatici crostacei
possono superare gli 8.
Avrete, ora, bisogno di una superficie priva di sabbia dove
tagliare l'aragosta, se non avete un tagliere e non trovate
una vecchia asse trasportata dal mare, cercate una roccia piatta.
Se nemmeno questa si trova a portata di mano, aspettate che
la corazza si intiepidisca e spaccatela con le mani intonando
al massimo volume l'ancestrale canto di guerra degli antichi
Papuasi. Mettete la polpa in un piatto o, se vi manca pure quello,
cercate una foglia di banano o intrecciatene due di palma come
fanno gli indigeni e condite con pochissimo olio extra vergine
e nient'altro. Invitate i commensali a mangiare con le mani,
da quando in qua i pescatori dell'immenso oceano si portano
appresso forchette e coltelli?
|
©
2001/2002
|