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PENNE ALLA SIMONA
con peperoni arrostiti, feta greca, acciughe, capperi et coetera

Questa ricetta  è nata in un modo strano: da due mesi gestivo la cucina di una enorme villa veneta il cui padrone era un esigentissimo gourmet e uomo assai ospitale, cosa che portava il numero dei palati da soddisfare a superare spesso la ventina.
     Ogni giorno dovevo preparare due menù differenti evitando di ripetere le ricette proposte recentemente. Mi era, oltre a ciò, vietato gettare alcunché, perché il mio datore di lavoro, pur essendo persona assai prodiga, aveva un rispetto religioso per il cibo, tanto che spesso ordinava alla sguattera di ispezionare il bidone della spazzatura in cerca di avanzi ancora commestibili.
    La sera precedente, un forte temporale aveva consigliato a una dozzina di ospiti di starsene a casa e mi trovavo con una gran quantità di avanzi. Avevo peperoni arrostiti già pelati, acciughe e capperi in abbondanza e la cosa non era sfuggita a Sua Altezza che, durante il suo giro mattutino in cucina mi chiese malizioso: "Allora cosa ci prepari di buono con tutto quel ben di Dio avanzato ieri? Immagino che oggi non ci sarà bisogno di fare la spesa, vero?" "una sorpresa, Vostro Onore" gli risposi giacché non avevo la minima idea di come utilizzare il bendidio.

     Mi salvò Simona, la sguattera tunisina, che tra le persone alle mie dipendenze era la meno interessata ai miei manicaretti. "Daglieli da mangiare tutti insieme i suoi avanzi, così la smette di farmi rovistare nella spazzatura per vedere se hai sprecato qualche osso di pollo. E' un compito che mi disgusta." esclamò quella deliziosa teen-ager nordafricana. E così feci riscuotendo un successo a dire il vero immeritato.

V’è un sistema intelligente per non perdere tempo nella spellatura dei peperoni, si scalda il forno a 200-220° e vi si pongono i peperoni tagliati longitudinalmente in due metà e privati dei semi, e si aspetta che diventino neri. Li si cacciano, successivamente, in un sacchetto di carta che, a sua volta, si mette in una pentola con coperchio; si lascia riposare per una mezz’oretta e dopo di che la pelle si staccherà dalla polpa in un batter d'occhi.
Ciò fatto, si spezzettano i peperoni e li si mettono in una grande terrina con acciughe Rizzoli in salsa piccante, pure esse spezzettate, capperi di Pantelleria dissalati e feta greca sminuzzata. Si condisce con poco olio e con la salsa piccante delle acciughe. Si cuociono le penne scolandole al dente e le si versano nella terrina di cui sopra aggiungendo una presa di prezzemolo tritato.

 

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