Bliny con caviale



Ingredienti per 4 persone

per 20 blinys:
260 gr di  latte intero;

160 gr di acqua;

15 gr di lievito di birra;

375 gr di farina 00;

375 gr di panna fresca;

50 gr di yogurt intero;

2 uova; sale.

250 gr di panna acida, se riuscite a trovarla 


Come si fanno
Sciogliete il lievito con 20 grammi d'acqua tiepida e unite 160 grammi di latte  e altri 140 di acqua entrambi tiepidi. Incorporate 275 grammi di farina con un frustino (se volete potete usare il minipimer) evitando che si formino grumi, aggiungete sei pizzichi di sale fino e fate riposare per circa 3 ore in luogo tiepido acciocché la pastella lieviti considerevolmente.
A questo punto unite altri 100 grammi di latte, 100 di farina, 125 di panna fresca, 2 tuorli d'uovo e due chiare montate a neve. Lasciate riposare per altre due ore.
Se non avete trovato la panna acida sostituitela così: montate 250 grammi di panna fresca con 50 grammi di yogurt intero.
Ungete minimamente una piccola padella antiaderente, scaldatela a fiamma allegra, poi toglietela dal fuoco, versatevi un mestolino di pastella, spianatelo con il dorso dello stesso arnese e mettete sul fuoco. Quando il bliny si stacca dal fondo della padella lasciatelo cucinare fino a che non si colora, giratelo facendolo piroettare in aria e cuocete l'altro lato fino a che si macchia pure esso d'un color bruno medio. Riponete in un canovaccio per mantenere in caldo. Non preoccupatevi se il primo bliny non vi viene, succede sempre anche a me e non ne conosco il motivo. Il secondo, però, si formerà perfettamente.
Portate a tavola bliny, panna acida e caviale e lasciate che ognuno si serva a piacere.
Al posto del caviale, potrete servire salmone affumicato o  gravlåk. Se, poi, vi avanzasse della pastella, mettetela da parte e, la mattina seguente, preparate delle frittelle da condire con burro e marmellata di ribes nero o di mirtilli

Utensili
Un frullatore; una padella antiaderente piccola

Noia:

Nel lontano 1945 l'insigne psichiatra Otto Fenichel scriveva: “Il dispiacere della noia non corrisponde a una mancanza di tensione, ma piuttosto ad un eccitamento il cui scopo è inconscio”. E aggiungeva: “Il senso di essere annoiato è molto probabilmente, per lo meno nella sua esagerazione nevrotica, uno stato di eccitazione il cui scopo è represso; qualsiasi cosa la persona possa pensare di fare, è percepita come inadeguata a rilassare la tensione intima. Le persone annoiate cercano di distrarsi, ma di solito non vi riescono perché sono fissate al loro scopo inconscio.” Alla luce dei recenti studi sulla noia appare certo che il povero Fenichel non avesse mai provato a fare i blinys, altrimenti non avrebbe costruito una teoria così strapalata.
Se siete annoiati non v'e miglior cura delle frittelle; se la preparazione della pastella è lunga assai, il momento della cottura è una delle pratiche culinarie più eccitanti e pirotecniche. Ciò che sostengo è provato dal fatto che, quando invito gli amici e preparo loro i blinys, mi ritrovo la cucina affollata di persone che mi assillano chiedendo: “Vuoi una mano?” “Dai, dai faccio io, spostati”.
Versare la pastella nella padellina e vederla in un attimo trasformarsi in una squisita frittella è un gioco che attrae grandi e piccini; mia figlia, che ha tre anni, già se la cava egregiamente. Imparate a voltare i blinys facendoli pirlare nell'aria fino quasi al soffitto.




top

 

 

 

 

 

 

 

 

©tutti i diritti riservati di