Cos'è la Psicocucina?

La Psicocucina è un modo semplice e assolutamente atossico per curare i piccoli disturbi nervosi.

Quando alla nonna di un’amica mia di Bologna, qualcuno comunicava una brutta notizia, essa esclamava invariabilmente: “Smettiamola con queste brutte cose, che mi vien male. Vado subito a preparare dei cappelletti al ragù.” e correva in cucina a darsi da fare con farina, uova, mattarello e ingredienti del ripieno, per dimenticare le sue magagne. Pensando ai manicaretti che la nonna confezionava in occasione di qualche lutto o di una grandinata particolarmente maligna che aveva raso al suolo la vigna e l’orto, ai nipoti veniva l’acquolina in bocca. Allora si presentavano alla vecchina e, con un’aria assai contrita, le comunicavano notizie inventate all’uopo: “Nonna, te lo ricordi lo zio Adelmo, quello che faceva il minatore in Canada? Poveretto è rimasto sepolto nella galleria a causa di un’esplosione. Che fine atroce.” oppure “Nonnina, hai sentito della tromba d’aria che si è abbattuta su Quattrocastella e ha devastato l’orto e pure il pollaio della zia Filomena?”
A me capita lo stesso, non nel senso che i miei parenti mi annunciano tragedie mai avvenute, li inseguirei con il mattarello. Ma quando l’angoscia mi assale, quando sono depresso o ansioso mi dedico alla cucina e appena mi ci metto mi sento subito meglio.
C’è chi si dà alle parole crociate, chi ai puzzles, chi suona il basso tuba nascosto nell’armadio per non disturbare, chi va in giro a strangolare tenere vecchiette e chi si ubriaca sistematicamente. Ma nessuno di questi artifizi è un ansiolitico buono come il cucinare. Ai fornelli non ci si può distrarre perché è facile combinare dei pasticci, al contrario si è obbligati a stare attenti e concentrati e a svuotare la mente. Per soprammercato, quando imparerete a cucinare toccherete con mano o, per meglio dire, con il palato il risultato delle vostre fatiche, cosa che, oltre a combattere l’alienazione, giova ai caratteri depressi. Io consiglio vivamente a ansiosi e depressi di dedicarsi anima e corpo all’arte culinaria, non se ne pentiranno e renderanno felici pure i loro commensali. Le lodi  che riceveranno alimenteranno la loro autostima e, si sa, il depresso ha bisogno di autostima come la maionese di olio.
 

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